Storia, immagini e attualità dell’evento di Sassari
La Cavalcata Sarda, uno degli eventi folkloristici più suggestivi della Sardegna, affonda le sue radici nella storica visita di Re Umberto I di Savoia e della Regina Margherita a Sassari nel 1899. Quella che oggi è una manifestazione turistica e culturale riconosciuta in tutta Europa, nacque come un omaggio della città ai sovrani, culminando in una spettacolare sfilata di costumi tradizionali sardi che fu immortalata dalle celebri immagini storiche di Felicetti.
Il 12 aprile 1899, i sovrani approdarono al porto di Cagliari a bordo dello yacht reale “Savoia”. Da lì iniziò un vero e proprio tour dell’isola: visitarono le miniere di Monteponi e Iglesias, simboli dell’industria mineraria sarda, e proseguirono con brevi tappe a Samassi, Oristano, Bonorva, Torralba e Chilivani.

La visita alle miniere di Monteponi e Iglesias (Felicetti)
Giunti a Sassari, il re e la regina furono accolti nel palazzo della Provincia in piazza d’Italia, cuore nevralgico della città. Qui, il 19 aprile, parteciparono all’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II, padre del re, opera dello scultore Giuseppe Sartorio.
L’idea di dedicare un monumento a Vittorio Emanuele II nacque nel 1890, sostenuta da figure di spicco della società sassarese come il generale Grixoni, il colonnello Di Sant’Elia, il cavaliere maggiore Volpi, il prof. Antonio Conti, il prof. Fiori, il commendator Dettori, il conte Ledà d’Ittiri e il dott. Edoardo Tavolara.
La posa della prima pietra avvenne il 10 giugno 1897, mentre la realizzazione del basamento e del piedistallo, curata da Salvatore Cugurra, fu completata il 14 agosto 1898. La statua fu installata l’8 ottobre, e il rivestimento finale terminò il 16 dicembre dello stesso anno. Tra gli operai che contribuirono all’opera vengono ricordati Antonio Peluchi di Pavia e Giuseppe Fancello di Sassari.

La visita al monumento a Vittorio Emanuele II
Dopo aver assistito al Te Deum nel Duomo, si recarono nel Giardino Pubblico, dove ebbe luogo quella che verrà ricordata come la prima Cavalcata Sarda.
La folla era imponente: i viali dei giardini e le vie limitrofe, come via Carlo Alberto e l’Emiciclo Garibaldi, erano gremiti. Carabinieri e guardie faticavano a tenere libero il passaggio per la sfilata. Sul posto due bande musicali — quella della Scuola di musica e della Società S. Cecilia — creavano un’atmosfera festosa.
Alle ore 16, la fanfara reale annunciò l’arrivo dei sovrani accompagnati da alti funzionari e dame della corte. Ad accoglierli sul palco vi erano il sindaco Mariotti e il conte Ledà d’Ittiri, presidente del comitato organizzatore.
Il palco reale, gremito di autorità, giornalisti italiani e stranieri, si affacciava su un colpo d’occhio mozzafiato: due lunghi palchi stracolmi di donne in abiti tradizionali provenienti da tutta l’isola. La regina Margherita, descritta dalle cronache dell’epoca “elegantissima in mantellina violetta e pelliccia bianca”, osservava con entusiasmo, puntando il binocolo sui particolari più sfarzosi dei costumi.
La sfilata partì da piazza d’Italia, attraversò corso Vico, corso Vittorio Emanuele, piazza Castello e via Carlo Alberto, fino a raggiungere il Giardino Pubblico. Ad aprirla fu il porta-stendardo, il sindaco Fiori di Sennori, vestito con il costume tradizionale del suo paese. A seguire, circa 600 cavalieri, ciascuno accompagnato da una donna a cavallo, percorsero il viale centrale, passando davanti al palco reale tra gli applausi.
Il corteo presentava una ricca rappresentanza di paesi. Sfilano Ittiri, Osilo, Nulvi, Florinas, Villanova, Bonorva, Codrongianos, Bonnanaro, Sennori, Tissi, Thiesi, Cossoine, Mores, Ossi, Usini, Torralba e qualche altro del Logudoro, Bono, Benetutti, Aggius, Bortigiadas, un gruppo del Nuorese. Del gruppo d’Osilo una donna lancia una supplica alla regina. Questa la prende, poi la consegna ad un gentiluomo vicino. I costumi erano variopinti, raffinati, di una bellezza tale da suscitare stupore persino nei giornalisti francesi, i quali affermarono che una simile manifestazione avrebbe avuto enorme successo a Parigi durante l’Esposizione Universale.
Un momento particolare fu l’episodio di una donna di Osilo che lanciò una supplica alla regina: Margherita la raccolse e la affidò a un gentiluomo.
Una tradizione che continua
La Cavalcata venne ripetuta solo in due occasioni nel corso del Novecento: nel 1929 per la visita del Re Vittorio Emanuele III e nel 1939 per l’arrivo del principe Umberto e Maria Josè. La vera rinascita dell’evento avvenne nel 1951, grazie al sindaco Oreste Pieroni, in occasione del XV Congresso Nazionale del Rotary. Da allora, la Cavalcata Sarda di Sassari è diventata un appuntamento annuale imperdibile, simbolo della cultura e dell’identità sarda.
Cavalcata Sarda 2025: 60 gruppi folk, 220 cavalli e nuove polemiche
La prossima edizione, in programma per domenica 18 maggio 2025, sarà la 74ª Cavalcata Sarda e coinvolgerà:
- 60 gruppi folk in costume tradizionale
- 22 gruppi di cavalieri con oltre 220 cavalli
- 7 gruppi di maschere tradizionali
- 5 coppie a cavallo
La sfilata partirà alle 9:00 da via Asproni, attraversando il cuore della città fino a piazza d’Italia, nel rispetto della tradizione che affonda le sue radici nel 1899.
Le polemiche per Emanuele Filiberto di Savoia
La novità di questa edizione è rappresentata dalla presenza di Emanuele Filiberto di Savoia, che ha suscitato diverse reazioni. Il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, ha chiarito che il Comune non ha esteso alcun invito ufficiale e che il discendente dei Savoia parteciperà all’evento come privato cittadino.
Nonostante le polemiche, la Cavalcata Sarda 2025 si preannuncia ancora una volta un evento straordinario, capace di attirare visitatori da tutta la Sardegna e oltre, grazie alla bellezza senza tempo dei costumi, alla potenza simbolica dei cavalli, e alla forza dell’identità che continua a sfilare fiera per le vie di Sassari.
